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MUSICA INDIANA, SARANGI e CANTO CARNATICO

Ospite del Conservatorio Tartini il musicista indiano Shri. Deepak Paramashivan con esibizione live al sarangi.
Mercoledì 1 giugno 2011 ore 18 - Aula Magna
Ingresso libero

01/06/2011

Focus speciale sulla musica indiana al Conservatorio Tartini: è in programma mercoledì primo giugno, alle 18 (ingresso libero), nell’Aula Magna di via Ghega 12 (Trieste) l’incontro con il musicista Shri. Deepak Paramashivan, fra i pochissimi virtuosi del sarangi, di cui offrirà un’esecuzione live nel corso dell’appuntamento triestino dedicato anche al canto carnatico, noto, in Europa grazie al ginecologo Frédérick Leboyer che ne ha utilizzati i principi base per un metodo di preparazione al parto. Questo tipo di canto aiuta le donne in gravidanza a mantenere un buon contatto con se stesse e col proprio bimbo ed è considerato un mezzo potente per potersi approcciare al parto con la consapevolezza di riuscire a distogliere la mente, lasciando fare al proprio corpo ciò che sa fare egregiamente da milioni di anni. Info 040.6724911, www.conservatorio.trieste.it

Shri. Deepak Paramashivan nasce in una famiglia di musicisti. A cinque anni inizia gli studi musicali prendendo le prime lezioni di canto carnatico e di Veena sotto la guida del Maestro Vidushi. R. Vasanthalakshmi di Mysore. Successivamente si reca a Bangalore per seguire, sotto la tutela del padre, lezioni avanzate di canto carnatico e veena nello stile tradizionale della dinastia di Bidram Kkrishnappa di Mysore. Durante l’adolescenza l’interesse per la musica indostana lo porta dapprima a suonare il sitar, poi a dedicarsi anche allo studio del canto indostano e del sarangi sotto la guida di Ustad Faivaz Ahmed Khan di Dharwad, approfondendo tali discipline per oltre una decina di anni. Attualmente Deepak studia il sarangi con Padma Vibhushan Pt. Ram Narayan ed è uno dei due soli suonatori di sarangi nella regione del sud dell' India. Ha lavorato per un breve periodo anche nel campo del cinema in qualità di direttore associato della musica e si è anche prodotto come cantante e suonatore di sitar, veena e sarangi per film, serie televisive, balletti e altri progetti di tipo musicale.

Il sarangi è il più importante strumento ad arco della musica del nord dell'India: il suo nome significa letteralmente “un centinaio di suoni” ed indica la possibilità di realizzare differenti stili musicali, un’accordatura flessibile ed una larga scala di colori tonali e di sfumature emozionali. E’ strumento apprezzato per la sua sorprendente capacità di imitare il timbro e l'inflessione della voce umana. Il sarangi diventò popolare attorno alla metà del diciassettesimo secolo come strumento di accompagnamento a cantanti solisti. Le sue tre corde principali, affiancate da 30-40 corde di metallo che vibrano per simpatia, danno allo strumento un suono caratteristico. Le corde sono tese sopra una tastiera e, quando vengono suonate, sono stoppate con le dita della mano sinistra, fatto questo che produce contusioni, sanguinamento e dolore acuto nei primi giorni. Per questo motivo il sarangi è considerato uno degli strumenti musicali più difficili da suonare.