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IL GIARDINO DI LEGNO

Dalla bottega al sincrotrone, indagine sui misteri della liuteria antica
Conferenza di Emanuele Marconi
in collaborazione con WunderKammer 2010
Lunedì 6 dicembre 2010 ore 18 - Sala Tartini
Ingresso libero

06/12/2010

Il Sincrotrone Elettra negli ultimi due anni ha applicato e adattato la microtomografia computerizzata ad alcune tipologie di strumenti musicali, realizzando immagini che permettono l’osservazione di particolari con dimensioni inferiori al decimo di millimetro, finora ottenibili solo con l’impiego di indagini invasive. Perchè conservare strumenti musicali significa contribuire alla loro sopravvivenza nel tempo, al loro riconoscimento, alla loro valorizzazione. Sin dal medioevo la costruzione di strumenti musicali ha richiesto una certa dose di tecnologia e di matematica. Regoli e compassi, proporzioni e calcoli delle superfici e dei volumi erano gli strumenti ed il bagaglio culturale medio di un costruttore quattrocentesco.

L’impiego e la conoscenza della matematica era piuttosto scarso in verità, le unità di misura lineare variavano da regione a regione e la confidenza con i numeri non era la norma.

Si utilizzavano invece le proporzioni: partendo da un’unità di misura data (ad es. il piede di Füssen), la si moltiplicava o divideva fino ad ottenere quella richiesta, avvalendosi di compassi, regoli o bacchette per misurarne l’accuratezza.

Fino alla fine del ‘700, liuti, violini, cembali, organi verranno costruiti adottando questa tecnica e per circa 4 secoli la produzione di strumenti musicali non subirà rilevanti cambiamenti tecnologici, fino all’avvento della rivoluzione industriale.

Il concetto di misura moderno, che impiega il sistema metrico decimale, si affermerà stabilmente solo all’inizio del’800. E‘ nel ‘900, grazie al rinnovato interesse sorto nel dopoguerra per la musica antica, che si applicano agli strumenti musicali tecniche di indagine mutuate dalla diagnostica medica.

La prima radiografia di strumenti musicali viene pubblicata nel 1949 e da allora si sono sperimentate tecniche di indagine delle più svariate tipologie, basate su metodi fisici o chimici.

Fotografie in luce visibile, della fluorescenza UV, microscopia, radiografia, tomografia da un lato, indagini puntuali dall’altro, permettono di valutare lo stato di conservazione di uno strumento e di studiarne caratteristiche e morfologia.

La necessità, inizialmente di reperire informazioni per ricostruire strumenti necessari all’esecuzione di musica antica e, in seguito, la sempre più viva necessità di preservare quelli sopravissuti, hanno fatto sì che queste tecniche si siano affinate e siano oggi di relativo semplice utilizzo ed accesso.

 

 

Emanuele Marconi, nato a Milano nel 1979, dopo la maturità classica si è diplomato con il massimo dei voti presso la Civica Scuola di Liuteria di Milano nel 2003 e nel 2004 (Restauro). E’ laureato con lode in Beni Storico-Artistici e Musicali presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna.

Nel 2004 ha curato con L. Nobili Sékules l’edizione italiana del libro di J. Romanillos Antonio Torres Guitarmaker, His Life and Work, per i tipi di Cremonabooks.

Ha tenuto alcuni interventi presso la Facoltà di Musicologia, Cremona ed ha collaborato nel 2010 al corso di Teoria del Restauro nell’ambito della Scuola di Specializzazione in Beni Musicali dell’Università di Bologna. Partecipa a workshop e seminari riguardanti la progettazione di schede catalografiche e la documentazione informatizzata degli interventi di restauro e delle attività di conservazione.

Dal 2005 è consulente, quale esperto di diagnostica e conservazione, presso il Civico Museo degli Strumenti Musicali di Milano, per il quale ha progettato e cura, in collaborazione con il conservatore F. Tasso, una scheda di conservazione informatizzata, oltre a svolgere attività di attività di conservazione preventiva, manutenzione programmata, interventi di consolidamento.

E’ consulente della Regione Lombardia per lo studio e lo sviluppo di schede di conservazione per il sistema SIRBeC.

E’ consulente conservatore presso la Soprintendenza Regionale Lombarda ove è responsabile delle attività diagnostiche e degli interventi di conservazione e restauro della collezione Correr di Venezia.

Collabora con il centro di ricerca ENEA per sperimentazione di tecniche di imaging diagnostico applicato agli strumenti musicali.

Ha ideato e organizzato il primo International Workshop on Preservation and Diagnostic of Musical Instruments. http://ravennamusicalinstruments2010.blogspot.com

Nel 2010 ha pubblicato, per la casa editrice Il Prato, il libro FOTOGRAFARE STRUMENTI MUSICALI. Rilevamento, documentazione, diagnostica per immagini come pratica di conservazione, con C. Canevari.

Si trova attualmente a Parigi, presso il Musèe de la Musique.

E’ socio della Società Italiana di Musicologia (SIdM) e membro dell’International Council of Museum (ICOM), per i comitati CIMCIM (International Committee of Musical Instrument Museums and Collections) e ICOM_CC (Committee for Conservation).

 

 

Per ulteriori informazioni vedere: locandina